Lettera
apostolica di approvazione
PAOLO PAPA VI
ad perpetuam rei memoriam
Il serafico Patriarca San
Francesco d Assisi, mentre era in vita ed anche dopo
la sua preziosa morte, ha invogliato molti a servire
Dio in seno alla famiglia religiosa da lui fondata,
ma ha attirato anche innumerevoli laici ad entrare nelle
sue istituzioni rimanendo nel mondo, per quanto era
loro possibile. Difatti, per servirci delle parole del
nostro Predecessore Pio XI, "sembra... non esservi
stato mai alcuno in cui brillasse più viva e
più somigliante l'immagine di Gesù Cristo
e la forma evangelica di vita che in Francesco. Pertanto
egli che si era chiamato l'Araldo del Gran Re, giustamente
fu salutato quale un altro Gesù Cristo per essersi
presentato ai contemporanei e ai secoli futuri quasi
Cristo redivivo, dal che seguì che, come tale,
egli vive tuttora agli occhi degli uomini e continuerà
a vivere per tutte le generazioni avvenire" (Encicl.
"-Rite expiatis-" 30 aprile 1926; AAS, 18
[1926] p. 154). Noi siamo lieti che il "-carisma
francescano-" ancora oggi vigoreggi per il bene
della Chiesa e della comunità umana, nonostante
il serpeggiare di dottrine accomodanti e la crescita
di tendenze che allontanano gli uomini da Dio e dalle
cose soprannaturali... |
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Prologo
Esortazione di
San Francesco ai fratelli e alle sorelle della penitenza
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Nel nome del Signore!
Di quelli che fanno penitenza
Tutti coloro che amano il
Signore con tutto il cuore, con tutta l'anima e con
tutta la mente, con tutta la loro forza (cf. Mc 12,30)
ed amano il loro prossimo come se stessi (cf. Mt 22,39),
ed odiano il proprio corpo con i suoi vizi e peccati,
e ricevono il corpo ed il sangue del Signore nostro
Gesù Cristo, e fanno degni frutti di penitenza:
quanto mai sono felici questi e queste, facendo tali
cose e perseverando in esse, perché su di esse
riposerà lo spirito del Signore (cf. Is 11,2)
e stabilirà in essi la sua abitazione e la sua
dimora (cf. Gv 14,23), e sono figli del Padre celeste,
di cui fanno le opere, e sono sposi, fratelli e madri
del nostro Signore Gesù Cristo (cf. Mt 12,50)...
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Di quelli che non fanno penitenza
Tutti quelli e quelle,
che non fanno penitenza, e non ricevono il corpo ed
il sangue del nostro Signore Gesù Cristo, e
vivono nei vizi e peccati e camminano dietro alla
prava concupiscenza ed alle cattive brame della loro
carne, e non osservano quanto promisero al Signore,
e servono col corpo al mondo, ai desideri carnali
ed alle sollecitudini del secolo ed agli affari di
questa vita: schiavi del diavolo, di cui sono figli
e di cui fanno le opere (cf. Gv 8,41), sono ciechi,
perché non riconoscono la vera luce, il Signore
nostro Gesù Cristo. Non possiedono la sapienza
spirituale, perché non possiedono il Figlio
di Dio che è la vera sapienza del Padre, dei
quali è scritto: La loro sapienza è
stata divorata (Sal 106,27); e: Maledetti coloro che
si allontanano dai tuoi comandamenti (Sal 118,21)...
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