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Come non cogliere il segno violento
delle vicende dell'11 settembre, come spunto per una meditazione
attenta e sincera sul nostro essere occidentali e per una lettura
degli avvenimenti in funzione degli effetti possibili di una dilagante
iniquità sociale? C. Maroglio fornisce delle linee guida
alla riflessione, che può nascere solo da un lasciar sedimentare
gli avvenimenti e farli diventare esperienza e, quindi, cambiamento.
Non è possibile ricondurre una situazione complessa al dualismo
"bene e male", perché in questo modo le soluzioni
al problema che si vanno ad individuare rischiano di essere soluzioni
della semplificazione e non del problema stesso. Il terrorismo è
solo uno dei nemici da combattere. R. Menchè avvalora questa
considerazione ponendo in primo piano come la mentalità degradata
dei popoli occidentali, arrivi addirittura in ambiti quali il protocollo
di Kyoto e la Convenzione delle Nazioni Unite, ad emarginare le
voci dei popoli indigeni che per migliaia di anni hanno saputo convivere
con la natura, considerandola parte delle loro stesse vite, e caratterizzata
da distinti elementi che convivono per mezzo di meccanismi di rispetto,
in un concerto dal fragile equilibrio.
E' importante sostenere battaglie perché siano fissate e
rispettate delle regole che garantiscano a chiunque le funzioni
fondamentali della vita biologica e sociale e impedire che tali
regole, come le "regole della casa" in una buona famiglia,
siano sottomesse alla tecnicità del potenziale degli strumenti
che una società si da (L. Baldo). In un mondo in cui si combattono
lotte sociali per il diritto a morire (eutanasia, G. Baldo) considerando
il suicidio assistito come una "pratica pietosa", milioni
di persone gridano, di fronte alla nostra indifferenza , il loro
diritto alla vita. Un' economia di giustizia è possibile.
L'OFS nella chiesa, oggi, è chiamato a ricostruire, cioè
a ringiovanirsi e ringiovanire il mondo circostante, come frutto
concomitante e concretizzante la conversione (p. L. Moro). Questo
è un tempo per stare davanti al Signore e con forti grida
invocare la pietà di tutti i popoli e tutti i governanti
(p. L. Di Giuseppe, un giorno al mese per la pace): "É nei
giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche
con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte
e fu esaudito per la sua pietà" (Ebr. 4, 14-5, 7).
Da segnalare
L'articolo di p. C. Bigi sul linguaggio-preghiera di Francesco;
le testimonianze di alcune coppie che hanno partecipato alla Settimana
Nazionale della Famiglia a Sacrofano ad Agosto (G. e C. Trevisan,
M. Petricca); l' articolo sull' incontro delle famiglie col Papa
il 20/21 ottobre scorso, in occasione del XX anniversario della
Familiaris Consortio, con la beatificazione dei coniugi Luigi e
Maria Beltrame Quattrocchi, terziari francescani.
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