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complessità della società contemporanea sta via via
sempre più sollecitando l'uomo moderno ad una riflessione
su temi che generalmente sembravano esaurirsi nel riconoscimento
di realtà di fatto, legate a motivi esteriori o puramente
formali. Ma le problematiche intervenute a seguito dell'immigrazione,
quelle che minano alla base la stabilità familiare, i numerosi
segnali di disagio giovanile, l'intolleranza razziale, la violenza
esplosiva negli stadi e quella serpeggiante di Internet, sono solo
alcuni dei segnali che ci comunicano che non basta far parte di
un nucleo sociale, familiare o di un gruppo omogeneo di individui
per poter affermare di costituire una unità.
In questo numero della rivista viene analizzato nei suoi molteplici
e complessi aspetti proprio il concetto di unità, reinterpretata
come obiettivo cruciale da conquistare, più che un punto
di partenza dato per scontato sulla base di una evidenza discutibile.
Il diverso da sé - come suggerisce L. Baldo - vissuto come
una minaccia all'equilibrio costituito, provoca un meccanismo di
difesa che porta a due atteggiamenti opposti: l'espulsione oppure
l'inclusione, l'assimilazione, l'assorbimento. Ciò è
la completa "negazione dell'alterità e una affermazione
di se stessi, della propria identità intesa in senso rigido
e immobilistico
". Eppure il pensiero vive della differenza,
la mente ha bisogno di essa per nutrire se stessa dello stimolo
necessario alla propria vitalità. "Lo straniero (=il
diverso) è una provocazione provvidenziale perché
noi possiamo pensare la differenza e ricuperare noi stessi".
Nel messaggio di Giovanni Paolo II per la giornata della pace, l'importanza
del pensare l'unione delle diversità come elemento fondante
del futuro dell'umanità è espressa chiaramente: "
Se tanto preoccupante è il radicalizzarsi delle identità
culturali che si rendono impermeabili ad ogni benefico influsso
esterno, non è però meno rischiosa la supina omologazione
delle culture
Il dialogo tra le culture, emerge come un'esigenza
intrinseca della natura stessa dell'uomo e delle cultura".
Cosa manca all'uomo per riuscire ad accettare il confronto con l'altro,
ce lo spiega bene C. Maroglio: "E' solo nella consapevolezza
della mia identità che posso accettare il confronto con l'altro
nel rispetto della sua identità". Sembrerebbe che l'uomo
abbia perso la consapevolezza della sua identità, o quanto
meno che fatichi a trovarla. Appare diviso in se stesso, nella propria
natura, personalità. F. sala fornisce di questa crisi interiore
una triste conseguenza nei rapporti di coppia, dei quali sono nati
svariati modelli apparentemente più funzionali, ma che mascherano
generalmente la fatica a "dedicare tempo e impegno al confronto,
a chiarire gli spazi, i ruoli, definire i progetti, e poi superare
le difficoltà".
Francesco, attraverso il Cantico delle Creature, si manifesta come
l'"uomo pienamente riconciliato con se stesso, con la natura,
con i suoi simili, con Dio"(E. Leclerc). E. Guerrini individua,
in particolare, in esso, "gli archetipi del maschile e del
femminile". Essi "non sono visti in un rapporto di mutua
compensazione o in una dimensione psicologica, ma sono contemplati
in una dimensione ontologica, nel loro rapporto con l'origine
Le
creature parlano di Dio nel loro apparire e farsi creatura".
In Francesco il rapporto con Dio è di una tale intensità
che "non era tanto un uomo che prega, quanto piuttosto egli
stesso trasformato in preghiera vivente" (2Cel. LXI, 95).
P. C. Bigi, ci indica una strada che può aiutarci a riconciliarci
con Dio e con noi stessi, in quel percorso di unificazione che è
stato di Francesco: "Nella preghiera la segreta unità
della persona umana si esprime, esprimendosi tutta nella comunione
del figlio col Padre Celeste". La preghiera è una "rivelazione
divina
e l'ammonire e la prassi di Gesù svelano la cura
singolare necessaria alla preghiera, perché abbia il suo
compimento".
"La verità non si impone che in forza della verità
stessa la quale penetra nelle menti soavemente e insieme con vigore".
Da segnalare:
L'articolo sulla spiritualità dal basso, di M. Matteucci,
che tratta del tema dell'avvicinamento a Dio attraverso un percorso
di scoperta dell'io profondo, sulla scia degli insegnamenti dei
padri del deserto. |